Ferro (simbolo Fe, microelemento)

Calcio Cloro cobalto cromo ferro fluoro fosforo
Iodio Manganese Magnesio Potassio Rame Selenio Sodio
Vanadio Zinco Zolfo        
             
 

 

Ferro (simbolo Fe, microelemento)

Il ferro è un componente essenziale dell'emoglobina (clicca qui) e co-fattore di numerosi e importanti enzimi, tra cui i citocromi. Il 60-70% del ferro presente nel nostro corpo è immagazzinato nell'emoglobina. Il ferro è necessario per la formazione della mioglobina dei tessuti muscolari.

Il ferro è presente in quegli enzimi che promuovono il metabolismo delle proteine ed agisce con altri elementi nutritivi per migliorare l’azione respiratoria. Calcio e Rame devono essere presenti perché il Ferro possa agire perfettamente.

Assorbimento: I minerali intracellulari presentano due tipi di interazioni: SINERGICHE e ANTAGONISTE che possono verificarsi a due livelli: METABOLICO e DI ASSORBIMENTO. A volte è sufficiente un’assunzione eccessiva di un singolo elemento per interferire a livello intestinale con l’assorbimento di un’altro elemento. Ad esempio un’assunzione elevata di calcio può rallentare l’assorbimento intestinale di zinco, mentre un eccesso di zinco può deprimere l’assorbimento di rame. Un antagonismo a livello metabolico, invece, si verifica quando un eccesso di un elemento interferisce con le funzioni metaboliche di un altro o contribuisce alla sua escrezione. Ciò è verificabile con zinco e rame, cadmio e zinco, ferro e rame, calcio, magnesio e fosforo. Nutrienti antagonisti del ferro: l’acido tannico, per esempio, contenuto nel tè, nel caffè e nel vino rosso ne blocca l’assorbimento.

il corpo umano assimila parzialmente il ferro contenuto negli alimenti (10% circa). Soggetti con carenze di ferro possono tuttavia assimilarne dal 20 al 30%. Il ferro viene assorbito nel duodeno e depositato nel fegato, nella milza, nel midollo spinale e nel sangue. Rimane in queste sedi dove viene continuamente utilizzato, ma mai del tutto consumato o distrutto; solo piccolissime quantità vengono eliminate dall’organismo attraverso le feci.

Molti fattori influenzano l’assorbimento del ferro: l’acido ascorbico (vitamina C) contribuisce a ridurre il ferro ferrico in ferroso, facilitandone così l’assorbimento; viceversa, un eccesso di fosforo lo rallenta. Il calcio,  presente in quantità sufficienti, può combinarsi con i fosfati e liberare così il ferro, che può essere riutilizzato. Altri fattori che interagiscono con l’assorbimento, sono: la mancanza di acido cloridrico, la somministrazione di alcali, eccessiva assunzione di cellulosa, caffè e the, e la presenza di complessi insolubili di ferro (fitati, fosfati ). La vitamina C favorisce l'assimilazione del ferro, (molti vegetali ricchi dell'una contengono buone dosi dell'altro, per esempio l'ortica), mentre l'assunzione di dosi elevate di calcio, magnesio e zinco interferiscono con l'assunzione del ferro.

Fonti: frattaglie, frutti di mare, verdure a foglia verde scuro, tuorlo d'uovo, cereali integrali, germe di grano, legumi.

La solubilità e  la disponibilità del ferro nel cibo, è invece regolata dall’acidità gastrica (una insufficiente secrezione di acido cloridrico provoca perdita di ferro). E’ inoltre importante ricordare che il ferro presente nelle proteine animali è assorbito più velocemente di quello che si trova nei vegetali.

Fabbisogno: il C.N.R. raccomanda un'assunzione giornaliera di ferro di 18 mg per le donne e 10 mg per gli uomini. Il fabbisogno di ferro aumenta durante le mestruazioni, l'emorragie, periodi di rapida crescita. Una maggiore quantità di ferro è inoltre necessaria durante la gravidanza, quando cioè il feto in via di sviluppo costruisce la propria riserva nel fegato. È necessario che tengano sotto controllo il livello del minerale i bambini e gli adolescenti.

Che cosa succede quando manca?

Tra le cause di una carenza di ferro ricordiamo la dieta vegetariana, la diarrea cronica, il malassorbimento, eventuali perdite di sangue conseguenti a emorroidi, ulcera peptica, mestruazioni abbondanti, ecc. La carenza di ferro provoca: caduta dei capelli, cefalea, mestruazioni abbondanti, disturbi dell'apprendimento, calo dell'energia psicofisica, debolezza muscolaree ridotta resistenza alle malattie;  difficoltà respiratoria; tendenza all'anemia. I bambini carenti di ferro hanno una tendenza all'iperattività, minore capacità di concentrazione e minore quoziente di intelligenza.