Selenio (simbolo Se, oligoelemento)

 

Calcio Cloro cobalto cromo ferro fluoro fosforo
Iodio Manganese Magnesio Potassio Rame Selenio Sodio
Vanadio Zinco Zolfo        
             

 

Selenio (simbolo Se, oligoelemento)

Azione antiossidante del selenio

Il selenio è un oligoelemento indispensabile per l'uomo e gli altri animali, in quanto principio attivo di molti enzimi disintossicanti e soprattutto componente dell'enzima glutationperossidasi, che   promuove, sia autonomamente sia legato alla vitamina E, un'efficiente azione antiossidante intracellulare che neutralizza il perossido di idrogeno (acqua ossigenata, H2O2) o altri perossidi, impedendo il danneggiamento del DNA, proteggendo i globuli rossi, le membrane cellulari e componenti sub-cellulari dai danni dei radicali liberi(1). La produzione di glutationperossidasi si combina secondo la seguente reazione biochimica:

 

SELENIO  + GLUTATIONE = GLUTATIONPEROSSIDASI

 

Azione chelatura

Favorisce la metabolizzazione e l'espulsione dei metalli pesanti dal corpo (chelatura), specialmente il mercurio, oltre piombo, cadmio, arsenico.

Azione immunostimolante e cardiovascolare

E’ in grado di stimolare il sistema immunitario, diminuire l'agglutinamento delle piastrine nella circolazione sangue e prevenire i coaguli a livello dei vasi sanguigni danneggiati nel cuore e nel cervello, proteggendo l'organismo da ictus e malattie cardiovascolari nonché dai danni del fumo.

Azione anti-age

Preserva i tessuti dell'invecchiamento: Infatti mantiene la pelle elastica favorendo l’ attività del collagene e il tessuto nervoso

 

Azione antisterilità (nel maschio)

In carenza di selenio gli spermatozoi diminuiscono la mobilità favorendo fenomeni di infertilità maschile.

 

Azione anti-cancro

ampi studi che dimostrano che le popolazioni che vivono in aree dove il terreno è ricco di selenio hanno tassi di presenza del cancro largamente inferiori alla media.

Gerhard Schrauzer all’Università della California di San Diego, riscontrò che nei Paesi dove i tassi di selenio nel sangue erano il triplo di quelli americani ed europei (Giappone, Taiwan, Tailandia, Filippine, Porto Rico e Costa Rica), i tassi di mortalità per leucemia, cancro alla mammella, al colon, al retto, alla prostata, alle ovaie e ai polmoni era da 2 a 5 volte inferiore. Analoghi studi effettuati in 24 regioni diverse della Cina confermano una correlazione inversa fra presenza di selenio nei suoli di coltivazione e i tassi di mortalità per cancro. Tale studio a mio avviso riveste una particolare importanza, perché considera un campione di popolazione molto omogeneo per condizioni di vita e stile di alimentazione, evitando a priori il pur legittimo dubbio che tassi di mortalità disomogenei fra Oriente e Occidente possano essere dovuti anche a fattori diversi dal selenio (per esempio al consumo di tè verde, o di soia, o ancora ad un’alimentazione più sana e ricca di fibre e omega 3 o a fattori genetici etc.).

Insieme alle vitamine antiossidanti (betacarotene, vitamina C, vitamina E) il selenio contribuisce alla neutralizzazione di sostanze cancerogene come:

·     aflatossine (tossine prodottte da muffe)

·     benzopirene (sostanza che si forma nel fumo di sigaretta e nella cottura alla griglia)

·     nitrosamine

Diversi studi recenti hanno dimostrato in modo inconfutabile che il selenio protegge dal tumore alla prostata (4, 12) e sembrerebbe poter ridurre il rischio di tumori al polmone (3) e al colon.

Letteratura Scientifica

 

 

Fabbisogno

Il selenio è  presente in quantità minime nel nostro organismo.  Il fabbisogno giornaliero si attesta sui 50-200 μg.  Dalla normale alimentazione raramente più di 50 μg vengono coperti. Le ricerche hanno dimostrato che il selenio usato come integratore protegge dal cancro. Motivo per cui si consiglia l'assunzione di questo importante oligoelemento ricorrendo a integratori alimentari.

La dose dietetica consigliata di selenio per gli adulti è estremamente bassa; ciò è dovuto alla sua tendenza a sostituire lo zolfo nei composti biologici e a inibire la reazione di alcuni enzimi. Casi di tossicità si sono manifestati in quelle zone dove il contenuto di selenio nel suolo era molto elevato.

Fonti alimentari

·     fonti animali: gli alimenti più ricchi in selenio sono quelli di origine animale, soprattutto il pesce (Sardine fresche, sogliola fresca e surgelata) con 75 μg per 100 grammi di prodotto,  le uova con 20μg, oltre alla carne bovina e suina con 10-35 μg. Quantitativi inferiori, ma significanti , si trovano anche nel fegato e nel filetto di bovino, nel merluzzo e nasello, nel petto di pollo.

·     fonti vegetali: il contenuto di selenio nelle piante alimentari dipende dalla presenza più o meno importante nel terreno di questo oligoelemento. L’alimento più ricco è il lievito di birra, seguito dai cereali integrali: il riso integrale ne contiene 15 volte più del riso raffinato; buone fonti di selenio sono anche il grano con 35μg, le crocifere e i pomodori. Anche la frutta secca contiene Selenio.

La lavorazione e la raffinazione dei cereali abbassano il contenuto di selenio anche del 50‐75% e la bollitura del 45%.

Carenza

Una mancanza di selenio provoca la perdita di elasticità della pelle, invecchiamento precoce, sterilità, gravi cardiopatie e alcune forme di cancro. Altri sintomi supposti ma non dimostrati, dovuti alla carenza di questo oligominerale, sono:  morbo di Keshan, cataratta,  distrofie muscolari, ritardo della crescita,  problemi epatici, sterilità maschile, alcune forme di cancro.

Le recenti raccomandazioni di Gerhard Norbert Schrauzer, un ricercatore che si occupa di questa sostanza, prevedono l'assunzione di selenio con un dosaggio di circa 200 μg al giorno anche nel periodo di post-trattamento. Negli Stati Uniti si è ottenuta in questo modo una sensibile riduzione della mortalità nei pazienti affetti da cancro della pelle.

Metabolismo e Interazioni

L'intestino assorbe il selenio per il 90%. Il fegato, i reni, la milza e il cuore contengono una quantità di selenio maggiore di quella presente nei muscoli e negli altri tessuti. Il selenio è normalmente eliminato attraverso le urine;  la sua presenza nelle feci è indicazione d'assorbimento improprio. La vitamina C sintetica (la maggior parte di quella in commercio) diminuisce l'assorbimento del selenio (è sufficiente comunque mantenere uno scarto temporale di due ore tra le due sostanze);   con la vitamina E, il selenio svolge l'attività antiossidante provocando la degradazione delle sostanze chimiche corporee.

 

Riferimenti Bibliografici

P. Introzzi – Trattato Italiano di Medicina Interna - Vol. I (Malattie della nutrizione e del ricambio) – Cap.: I MICROELEMENTI Uses Edizioni scientifiche – Firenze, 1986

Dietrich Beyersdorff - Medicina Olistica per la terapia del cancro - Giunti demetra

David Khayat - La vera dieta anticancro - Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Milano, I Edizione aprile 2011

Nicholas Perricone - I 7 segreti per una lunga giovinezza - Sperling&Kpfer Editori S.p.A. 2007, I Edizione Sperling Paperback marzo 2010

(1)  Selenium: biochemical role as a component ofglutathione peroxidase. Rotruck J T e altri. [Departments of Biochemistry, Meat and Animal Science, and Nutritional Sciences. College of Agricultural and Life Sciences, University of Wisconsin. Madison. WT]. Science 179:588-90, 1973.

(2) http://www.drpasswater.com/nutrition_library/selenium.html